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Primo piano di Gino Chetta


Nativo di Lecce, ma triestino d'adozione, iniziò la prestigazione a soli quindici anni.
Ebbe nel prof. Steno Shaffer e nella sua scuola una guida sicura e valente.
Un solo rammarico: nonostante tutte le sue doti, non vorrà mai diventare un professionista, decidendo di coltivere l'hobby della magia solo per un suo personale diverimento.
Fu un docente della scuola di magia, curando la preparazione dei numeri dei nostri Artisti e suggerendo, grazie alla sua profonda conoscenza della magia, soluzioni personalizzate ed attuali.

 

Gino Chetta nella produzione di candelieri

Questo fu il numero che lo rese famoso: la manipolazione di quindici palline e l'apprizione di cinque candelabri accesi a quattro braccia !
(Palco del teatro Rossetti di Trieste)

 

 

Gino Chetta nella produzione di otto candele accese

 

 

Gino nella sua personale interpretazione della "Produzione di otto candele accese"

Passerella finale al Teatro Rossetti di Trieste - Anno 1988

Su iniziativa dell'allora presidente del C.M.I. Alberto Sitta e la regia di Mario Altobelli, si tenne il quarto Festival internazionale della Magia (Teatro Rossetti di Trieste - 1988).
Cast d'eccezione: Loredana Piccini (presentatrice), Tony Binarelli, Linda Lorenzi, Silvan, Chun Chin Fu (Alberto Sitta), Gino Chetta, Giorgio Allegretto, Renzo Rosini, Domenico Dante e partner, Marino Giberna.

 

 

Gino Chetta raffigurato nella copertina di 'Magia Moderna', organo ufficiale del  Club Magico Italiano, del giugno 1967

 

 

L'organo ufficiale del Club Magico Italiano , al quale sono affiliati i migliori prestigiatori professionisti italiani, dedico' a Gino Chetta la copertina n. 2 del giugno 1967.
All'interno, la presentazione iniziava cosi':
"Per cercare un esempio di costanza ostinata, di metodico studio nei minimi dettagli, di perfezione tecnica e di tutte le doti che concorrono alla formazione di un vero artista, non possiamo fare a meno di ricorrere a Gino Chetta, nobilissimo esempio da additare a tutti i suoi colleghi ....
Gino preparo' il suo numero per dieci lunghi anni, curando con maniacale meticolosita' tutti i dettagli: tecnica, originalita', arte della presentazione, eleganza scenica.
Il programma era basato su una difficile apparizione e manipolazione di 15 palline, intercalate dalla coreografica apparizione di numerosi candelieri a quattro braccia, con candele accese e che scaturivano, come per miracolo, da altrettanti leggerissimi foulard di seta.
Nel proporlo al quinto Festival Internazionale di S. Andrea, fu un vero e proprio trionfo! Gino vinse il "Mago d'Argento 1965", staccando nettamente tutti i numerosi concorrenti. ( Tratto da Magia Moderna n.2 - Giugno 1967)
Gino Chetta con il premio vinto al quinto Festival Internazionale di S. Andrea
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